SICUREZZA
Delegato alla sicurezza responsabile anche se senza fondi
Il delegato alla sicurezza è sempre responsabile anche se senza “portafoglio” e risponde degli infortuni ai lavoratori anche se non ha i fondi e gli strumenti per attuare tutte le misure antinfortunistiche previste dalla legge.
In questi casi deve chiederne l’adeguamento oppure rifiutare l’incarico.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 44890.
Sicurezza sul lavoro: nei cantieri privati di importo inferiore a 100 mila euro un solo coordinatore
Per i lavori privati non soggetti al permesso a costruire e di importo inferiore a 100 mila euro è consentito nominare il solo coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
Lo ha affermato il Ministero del Lavoro con la Circolare 30 del 29 ottobre 2009 in risposta a numerose richieste di chiarimenti relative all’applicazione dell’articolo 90, comma 11, del Dlgs 81/2008 (Testo Unico della sicurezza sul lavoro), come modificato dal Dlgs correttivo 106/2009.
In tal caso - recita il Dlgs correttivo – le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
Tale norma – spiega la circolare del Ministero – è volta a consentire al committente la nomina del solo coordinatore per l’esecuzione dei lavori in cantieri non particolarmente complessi, nei quali gli obblighi del coordinatore per la progettazione sono di entità tale da poter essere affidati all’unica figura del coordinatore per l’esecuzione.
Analogamente, per i lavori non soggetti a permesso a costruire e inferiori a 100 mila euro, il coordinatore per l’esecuzione dei lavori deve essere nominato contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione per consentire la realizzazione di tutti i compiti connessi al ruolo di coordinatore per la progettazione, anche quando tale ruolo venga svolto dal coordinatore per l’esecuzione.
CODICE DELLA STRADA
Multe valide anche se il vigile non consegna copia del verbale
Valida la multa anche se il vigile che ha fermato l’automobilista non gli ha consegnato subito una copia del verbale. È sufficiente la contestazione a voce da parte dell’agente, ha affermato la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 24944 del 26 novembre 2009, ha accolto il ricorso dell’amministrazione, bocciando la decisione del giudice di pace.
L’importante è che nella notificazione a casa del verbale sia specificato il motivo della mancata consegna, nell’immediato, della copia.
Semaforo rosso: nulla la multa senza contestazione immediata
Nulla la multa fatta all'automobilista che passa con il semaforo rosso se l'agente non ha contestato immediatamente l'infrazione. L'unica eccezione è agli incroci dove cade l'obbligo della contestazione immediata.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che con una sentenza di ieri ha accolto il ricorso di un automobilista passato con il rosso e che non era stato fermato subito dal vigile.
Il codice della strada - hanno motivato i giudici - "contempla non qualsiasi ipotesi di mancato rispetto del segnale costituito dalla luce rossa di un semaforo, bensì soltanto quella dell'attraversamento di un incrocio in presenza di detto segnale, onde la relativa causa tipica di esclusione dell'obbligo della contestazione immediata non ricorre in tutte le altre ipotesi in cui il semaforo non sia posto a presidio di un incrocio; ipotesi in cui, quindi, la possibilità o l'impossibilità della contestazione immediata dev'essere valutata caso per caso in relazione a specifiche circostanze".
Per guida in guida in stato di ebbrezza auto sempre confiscata
Può infatti essere confiscata la macchina dell’automobilista accusato di guida in stato di ebbrezza anche in caso di decreto penale di condanna.
È questo il nuovo principio affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 43501.
APPALTI
Il progetto esecutivo stabilisce l’oggetto dell’appalto
La Corte di Cassazione – Sez. I Civile, ha stabilito con la sentenza 20140 che con la puntuale e dettagliata descrizione e rappresentazione dell’opera si individua l’oggetto dell’appalto, ovvero quali lavori siano compresi o meno nell’appalto.
Il termine decennale di prescrizione inizia dalla conclusione dei lavori di correzione
La Corte di Cassazione – Sez. II Civile, ha stabilito con la sentenza 20853 che, nel caso di riparazioni eseguite dall’appaltatore a seguito di denuncia di visi da parte del committente, il termine decennale di prescrizione inizia a decorrere ex novo dall’esecuzione dei lavori di riparazione.
L’azienda esclusa per mancanza di requisiti non può contestare la gara di appalto
Appalti salvi dai concorrenti senza requisiti. La gara non può infatti essere impugnata dall’impresa esclusa “dalla procedura di aggiudicazione”.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con la decisione n. 7443 del 26 novembre 2009, ha accolto il ricorso di un’azienda, presentato contro la decisione del Tar del Lazio che aveva ritenuto legittima l’impugnazione della gara, chiesta in via subordinata, da una concorrente esclusa perché non in regola con le norme sul collocamento dei disabili.
“In caso di ricorso di un’impresa avverso l’esclusione da una gara di appalto, - hanno affermato i giudici di Palazzo Spada - in presenza di mezzi di impugnativa scomposti in richieste principali e richieste subordinate, il ricorrente escluso (nell’ipotesi di accertata legittimità della sua esclusione) che abbia dapprima contestato la illegittimità della sua esclusione, facendo valere, in via subordinata, l'interesse strumentale alla riedizione della procedura, resta privo di protezione giurisdizionale, giacché questo interesse strumentale in nulla differisce dall’interesse di fatto di un qualsiasi operatore che, rimasto estraneo alla procedura annullata, faccia affidamento in un nuovo bando della medesima procedura. Infatti, la partecipazione alla gara di appalto costituisce il fatto di legittimazione che radica nell’impresa l’interesse giuridicamente protetto all’impugnazione dell’aggiudicazione del contratto ad altro concorrente, con la conseguenza che l’estromissione dall a procedura concorsuale priva il soggetto escluso del titolo a dedurre vizi inerenti le ulteriori fasi della medesima procedura”.
APPALTI PUBBLICI: perde la cauzione la vincitrice esclusa per irregolarità contributive
Perde la cauzione l’impresa vincitrice dell’appalto alla quale è stata annullata l’aggiudicazione dall’amministrazione per irregolarità contributive.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con una decisione del 19 novembre 2009, ha affermato che “in tema di appalto, poichè una tra le funzioni della cauzione provvisoria è quella di garantire la veridicità delle dichiarazioni fornite dalle imprese in sede di partecipazione alle gare in ordine al possesso dei requisiti stabiliti dal bando, al fine di assicurare serietà e correttezza all’intero procedimento di gara e di liquidare forfetariamente il danno subito dalla stazione appaltante , il suo incameramento è legittimo in caso dell’inadempimento del partecipante. Tale funzione non viene meno per effetto dell’aggiudicazione provvisoria , quando questa risulti comunque superata per effetto della successiva esclusione dell’impresa aggiudicataria per assenza dei requisiti partecipativi”.
Appalti: le piccole irregolarità dell’azienda non precludono la partecipazione alla gara
Qualche irregolarità dell’azienda non preclude la partecipazione alle gare di appalto. Infatti un “piccolo illecito contributivo” commesso dal rappresentante legale non può avere come conseguenza l’esclusione dell’impresa dalla gara.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con la decisione n. 5896 del 30 settembre 2009, ha respinto il ricorso del comune di Rimini.
Appalti: le imprese di qualunque consorzio che partecipa alla gara devono avere i requisiti di affidabilità
Da Palazzo Spada una stretta sui requisiti dei consorzi che partecipano a un appalto. Infatti a prescindere dal tipo di consorzio, incluso quello stabile, tutte le società che vi partecipano devono possedere i requisiti di carattere morale e di affidabilità.
Lo ha ribadito il Consiglio di stato che , con la decisione 7380 del 24 novembre 2009, considerato indifferente la tipologia del consorzio, ha rafforzato il principio secondo cui “i requisiti di carattere morale e di affidabilità devono essere posseduti da tutte e da ciascuna delle imprese che partecipano ad un consorzio”.



